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domenica 10 agosto 2014

Whatsapp, trucchi per spiare conversazioni private (video)



Questa interessante notizia sicuramente solleverà molto interesse. Come al solito ci troviamo a parlare di Whatsapp, il sistema di messaggistica istantanea che più viene utilizzata dagli utenti e ci focalizzeremo principalmente sulla sua sicurezza. Proprio per questa ragione noi di Focustech ci stiamo chiedendo: possiamo fidarci di quest’applicazione?

Insomma la risposta non può che essere positiva. Ma fortunatamente gli sviluppatori si sono prestati a risolvere questi bug sulla sicurezza tanto che, accedere a conversazioni private, ora è molto più complicato rispetto ad un tempo. Ma per un esperto hacker non è una cosa impossibile. Ed ora non ci resta che andare a scoprire alcune soluzioni atte a controllare scrupolosamente i messaggi che passano attraverso il server di Whatsapp.

whatsapp

Scopriamo come ricavare il codice IMEI dei vari dispositivi basterà digitare il seguente comando *#06#. Al contrario in un dispositivo iPhone basterà andare su impostazioni > genearli > info.

martedì 5 agosto 2014

SpiderOak

SpiderOak

SpiderOak è un servizio di storage online.

A differenza di molti altri nomi noti (uno per tutti: DropBox), SpiderOak implementa il principio della conoscenza zero (zero-knowledge) dei dati lato server, in quanto sui loro server tutte le informazioni sono registrate in modo cifrato, la chiave non è nota a SpiderOak e le password non sono salvate sui loro server. Questo fa sì che nessuno in SpiderOak può rivelare a terzi il contenuto dei dati registrati.

All’atto della creazione di un account in SpiderOak, viene generata una coppia di chiavi di cifratura protette da una password nota solamente all’utente che verranno utilizzate per cifrare il traffico da/per SpiderOak. Questa tecnologia permette di avere il massimo della privacy, ma ha due aspetti che bisogna considerare con attenzione. Il primo è che la forza delle chiavi dipende anche dalla piattaforma su cui vengono generate; l’ideale sarebbe utilizzare un Linux, o comunque un computer fidato. Il secondo aspetto è che non è possibile in alcun modo recuperare una password dimenticata: se si dimentica la password di sblocco delle chiavi (che è anche la password dell’account), i dati sono persi per sempre (o fino a quando qualcuno non riesce a decifrarli con un attacco a forza bruta).

sabato 2 agosto 2014

Tutti i nuovi metodi d'indagine hi-tech della polizia di New York

NewImage

Se oltre a essere malintenzionati fossero anche furbi, i criminali farebbero bene a tenersi alla larga da New York. A scegliere, se il loro istinto a delinquere è così inarrestabile, altre città d’Oltreoceano per compiere i loro reati. La polizia della Grande Mela, il dipartimento più grande in termini numerici di tutti gli Stati Uniti, è oggi anche il più evoluto: ha messo in piedi una macchina tecnologica complessa, articolata, per individuare i furfanti e consegnarli alla giustizia. Facendo ricorso ad ampie dosi di automatismo e, persino, scandagliando i social network a caccia di indizi e tracce utili a un’indagine.

L’ultima chicca che pare uscita direttamente dalla sceneggiatura di un film di fantascienza è una rete di microfoni e sensori sparsi tra Manhattan e dintorni, in grado di captare il suono di uno sparo e inviare la segnalazione alla centrale con corredo di coordinate precise dell’episodio, così che una pattuglia possa sapere prontamente dove intervenire. Anche se nessuno ha udito il rumore nei dintorni e dunque non ha avvisato il 911. Si tratta di un meccanismo, figlio di un investimento da oltre 1,5 milioni di dollari, che ridurrà il tasso d’impunità dei criminali, colti con le mani nel sacco (anzi, quasi, sulle pistole) quando penseranno di agire al riparo di orecchie e occhi indiscreti.

iPhone: Signal, l'app gratuita per chiamate criptate

 NewImage

Le telefonate possono essere intercettate, ormai lo sappiamo. L'unica alternativa possibile era quella di acquistare un software costoso in grado di criptare le chiamate.
Il gruppo Open Whisper Systems, esperto in software, ha annunciato l'uscita di Signal, la prima app gratutita per iOS progettata per consentire di criptare le chiamate senza problemi. Come riportato nel loro blog , "Stiamo cercando di rendere facili e gratuite le chiamate criptate, cme fossero delle normali telefonate”, racconta Moxie Marlinspike, esperto di sicurezza informatica e fondatore del gruppo noprofit. In un secondo tempo verranno integrati nel sistema dell'app anche i messaggi di testo.

L'app si basa su un codice open source da scaricare che viene controllato dagli sviluppatori (che ne garantiscono la sicurezza).

domenica 27 luglio 2014

La sicurezza e le password quali sono i rischi che si corrono?? Ecco come dormire sonni tranquilli





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Nella vita di tutti i giorni  ognuno di noi deve confrontarsi con molteplici sistemi elettronici che contengono dati sensibili e che sono nella maggior parte dei casi  protetti da password.
Basti pensare ai nostri smartphone, tablet e Pc, che pur essendo colmi di dati personali sono sempre sotto gli occhi di tutti, a differenza dei dati online come i conto correnti i dati previdenziali, dati estremamente preziosi e molto appetibili ai malintenzionati.

lunedì 21 luglio 2014

Personal Drone Detection System, il sistema anti-drone casalingo

Arriva l'anti-drone casalingo

Vista la diffusione dei droni era inevitabile che arrivasse anche un sistema per localizzarli. Si chiama Personal Drone Detection System (PDDS) e, come suggerisce il nome, è un oggettino personale, di uso casalingo, alla portata di tutti. Appena sbarcato su Kickstarter, il sistema si compone di tre parti, due sensori e un’unità centrale che li coordina. Una volta connesse tra loro queste tre scatolette bianche e nere con grandi antenne creano una rete che riesce a localizzare la posizione dei droni triangolando il segnale che viene dal loro trasmettitore di bordo. L’area coperta è di circa 15 metri e in caso trovi qualcosa di sospetto, il Personal Drone Detection System invia un segnale visivo o sonoro su smartphone, tablet o computer.

sabato 5 ottobre 2013

Just Crypt It, inviare un file non è mai stato così rapido e sicuro!

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Just Crypt It è un progetto ideato da quei folli ragazzi di eLearnSecurity. eLearnSecurity è conosciuta come l’azienda che ha rivoluzionato il settore della formazione in Sicurezza Informatica, con corsi di formazione al 100% pratici e laboratori virtuali su Web App e Network Security.
Il progetto nasce perchè avevano il bisogno di inviare file in modo sicuro ai nostri dipendenti dei reparti marketing e vendite sparsi per il mondo. Dire: “Installa GnuPG” al personale di tali aree è come parlare arabo. Inoltre l’invio deve essere rapido e semplice oltreché sicuro, perché anche noi hacker siamo pigri. Così hanno inventato JustCryptIt.

sabato 9 marzo 2013

Partecipa a un Cyber Attack con Symantec

                                

Symantec, in collaborazione con le principali Università, ti aspetta alla prima edizione italiana di Cyber Readiness Challenge, un’occasione di approfondimento e formazione o una vera e propria competizione in modalità capture-the flag dove premiare i migliori performer, scegli tu la modalità che preferisci:


  • Modalità Hands-on ( rivolto solo ad aziende)

segui passo passo quali possono essere le dinamiche d’intrusione e di attacco, il nostro tutor ti spiegherà le modalità


  • Modalità Challenge rivolto ad aziende e studenti)

partecipa da solo o in team (max 3) con altri concorrenti che come te vogliono provare l’emozione di superare qualunque barriera solo grazie alle proprie competenze!

martedì 26 febbraio 2013

MWC 2013| Samsung presenta KNOX!

                              

Samsung Electronics annuncia l’arrivo di Samsung KNOX.

Grazie a KNOX le aziende possono ora separare in totale sicurezza l’ambiente e le applicazioni di lavoro da quelle personali sui dispositivi mobili dei propri dipendenti.


KNOX incorpora Security Enhanced (SE) Android e servizi di gestione integrata implementati sia nell’hardware sia nella struttura Android fornendo una soluzione in grado di separare l’uso aziendale del dispositivo da quello personale. Questa separazione è rafforzata dalla combinazione di SE Android con un sistema di crittografia dei file, per una maggiore protezione dei dati e delle applicazioni aziendali dalla perdita di informazioni e dagli attacchi di virus e malware. Leggero e compatibile con le infrastrutture aziendali comunemente utilizzate, come MDM, VPN e servizi di directory, KNOX fornisce sicurezza e convenienza per i reparti IT che desiderano implementare e gestire strategie BYOD (Bring Your Own Device). Facilmente accessibile tramite un’icona nella schermata iniziale, KNOX presenta agli utenti una vasta gamma di applicazioni aziendali in un ambiente sicuro tra cui e-mail, browser, rubrica, calendari, condivisione file, collaborazione, CRM e applicazioni per il business. KNOX consente automaticamente l’integrazione aziendale delle applicazioni dell’ecosistema Android e supporta una  maggiore sicurezza senza dover portare modifiche al codice sorgente dell’applicazione. KNOX allevia gli sviluppatori di applicazioni dal peso di dover sviluppare funzioni aziendali individuali, come VPN, la cifratura sul dispositivo, Enterprise Single Sign On (SSO), supporto Active Directory e Smart Card basate su più fattori di autenticazione.

lunedì 11 febbraio 2013

Silent Text: messaggi e chiamate sicure

La sicurezza dei propri dati è ormai un taboo, infatti siamo costantemente controllati, anche per poterci proteggere da chi controlla i nostri messaggi e chiamate, arriva così Silent Text.


E’ forse proprio per questa ragione che il CEO di Silent Circle, Mike Janke, ha creato questo progetto che non avrà riceverà molta simpatia dagli enti governativi di mezzo mondo.

Quest’azienda ha creato un’app chiamata Silent Text che permette di inviare messaggi cifrati, rendendo così molto più  riservate le nostre comunicazioni.

Quello che rende più sicura e affidabile questa app è il fatto che la chiave di cifratura non è presente sui server di Silent Circle, e non c’è modo per l’azienda di entrare in possesso dei dati degli utenti, perciò il governo americano potrebbe non essere contento del servizio e delle parole di Mike Janke che avrebbe affermato

“di impegnarsi a non collaborare con le agenzie di sorveglianza e a non aprire una backdoor per il governo, in modo da rendere il più integro possibile il suo impegno con gli acquirenti”.

sabato 9 febbraio 2013

Avocado, un’app social per le coppie

Come comunicate con il vostro partner? C’è chi sceglie di affidarsi alle classiche telefonate, chi utilizza gli sms, altre persone invece sfruttano i servizi internet: i social network, Whatsapp, oppure le nuove applicazioni in cui i messaggi vengono autodistrutti (come Poke).
E se invece decideste di utilizzare uno spazio privato, dove nessuno può entrare? Un luogo in cui poter chattare e condividere contenuti solo con la propria dolce metà, senza che altri utenti possano accedere. Per aver tutto questo, dovrete scaricare Avocado.


L’applicazione è disponibile sia per iPhone sia per Android, disponibile gratuitamente dai relativi market, e vi consente di avere uno spazio in cui potrete incontrare, seppur virtualmente, il vostro partner.
L’app ha un logo simpatico, il contenuto di un avocado ed anche il nome potrebbe apparire abbastanza originale. Non è un riferimento casuale, poiché questo frutto ha l’abitudine di crescere in coppia, ecco dunque il nome di un’applicazione dedicata agli innamorati. Inoltre, questo frutto per gli Aztechi rappresentava il simbolo di amore e fertilità.

mercoledì 6 febbraio 2013

FACEBOOK, A MARZO LA APP CHE "CI INSEGUE". POLEMICHE PER LA PRIVACY

                               

Un'applicazione che segue l'utente sempre e comunque, che comunica agli amici dove si trova anche se non le viene richiesto direttamente. Se le voci riportate da Bloomberg su un'app simile a cui starebbe lavorando Facebook fossero credibili la localizzazione continua potrebbe essere una realtà non troppo lontana, da lanciare a marzo.


E i presupposti per crederci ci sono tutti: nel maggio dello scorso anno il social netweork blu ha acquistato la start-up italo-americana Glancee, che, come spiega il 28enne Andrea Vaccari, uno dei fondatori, ha i suo punto di forza nel "seguire 24 ore su 24 l'utente senza che si geolocalizzi spontaneamente".

lunedì 4 febbraio 2013

ScanPlanner – Port Scanner Online che sfrutta NMAP



ScanPlanner è uno strumento online che permette di eseguire comodamente e velocemente uno Port Scanner sfruttando il famoso software NMAP. Inoltre nella versione Professional al costo di 9,95$ al mese, permette di pianificare giornalmente dei Port Scanner monitorando in una comoda interfaccia grafica la storicità dei risultati rendendo pertanto più facile individuare vulnerabilità o identificare fasce orarie in cui vengono abilitati determinati servizi.

sabato 26 gennaio 2013

Giappone, occhiali contro il riconoscimento facciale

                           

Un'invenzione per tentare di proteggersi dall'invasione della privacy: è la proposta del professor Isao Echizen, docente presso l'Istituto Nazionale di Informatica di Tokyo, che ha costruito un paio di occhiali in grado di impedire l'azione delle tecnologie per il riconoscimento facciale.

 
Si chiama Privacy Visor l'apparecchio da indossare sul volto capace di emettere a mezzo LED radiazioni nello spettro dell'infrarosso vicino utile a impedire le funzioni dei software predisposti al riconoscimento facciale, un controllo al quale sempre più cittadini sono sottoposti in diverse circostanze.

Secondo Echizen, gli occhiali sono la risposta a ciò che egli stesso definisce "l'invasione della privacy causata da fotografie scattate di nascosto". Si tratta, dunque, di un ostacolo posto nei confronti di tutte quelle tecnologie che consentono il rastrellamento dei dati biometrici.

martedì 22 gennaio 2013

Canada, gli imprevisti della caccia al bug

                             

Una beffa clamorosa per il giovane Ahmed Al-Khabaz, espulso dal Dawson College di Montreal per aver scoperto una pericolosa falla all'interno di uno dei più diffusi gestionali a livello universitario. Membro del club di sviluppo software nell'ateneo canadese, Al-Khabaz stava lavorando ad una nuova applicazione mobile per garantire a tutti i suoi colleghi un accesso più rapido agli account studenteschi.

Appena ventenne, Al-Khabaz aveva individuato la falla nel software Omnivox, che avrebbe permesso a chiunque di accedere ad una quantità enorme di dati personali appartenenti a oltre 250mila studenti del college canadese. "Ho sentito il dovere morale di segnalarla per risolvere il problema - ha ricordato Al-Khabaz alla stampa locale - Avrei potuto facilmente nascondere la mia identità con un proxy. Ho lasciato perdere perché ero convinto di non aver fatto nulla di sbagliato".

Ringraziato dai vertici universitari, Al-Khabaz decideva di effettuare dei test attraverso Acunetix, un secondo software per scovare vulnerabilità all'interno dei siti web. Giusto un controllo per capire se i suoi dati - e quelli di tutti gli studenti - fossero in salvo. Pochi minuti dopo, una telefonata del presidente di Skytech (società produttrice del software Ominvox) gelava il sangue del giovane informatico.

lunedì 21 gennaio 2013

Vedere in chiaro le password dei programmi e dei siti salvate sul computer


I siti web ed i programmi che si collegano a internet costringono le persone a creare sempre più numerosi account fatti da login e password.
La stragrande maggioranza delle persone non ha una strategia di password e fa spesso errori pericolosi per la sicurezza degli account come, ad esempio, l'uso della stessa password per tutto oppure l'uso di parole semplici.

Nel caso però ci si dimentichi di una password, se non la si riesce a recuperare tramite le procedure di recupero tramite Email, si può tentare ad usare uno strumento capace di estrarre in chiaro tutte le password dei programmi memorizzate in un computer, rendendole visibili.

domenica 20 gennaio 2013

Come identificare qualcuno dai suoi dati genetici in Rete


Non c'è stato bisogno di hacker né di speciali trucchetti informatici: utilizzando unicamente informazioni accessibili pubblicamente un team di ricercatori guidati da Yaniv Erlich del Whitehead Institute for Biomedical Research è riuscito a stabilire l' identità di una cinquantina di persone che avevano partecipato a degli studi genetici a scopi di ricerca. Come spiegano infatti gli scienziati su Science, sono stati sufficienti un computer, una connessione a Internet e database accessibili pubblicamente per riuscire a identificare i partecipanti agli studi. Sebbene, per motivi di privacy, i nomi delle persone in questione non saranno rivelati, lo studio dimostra quanto siano vulnerabili e poco tutelate le informazioni genetiche personali.

Ecco in che modo gli scienziati sono riusciti a risalire all'identità dei donatori, anche quando le informazioni a loro correlate erano mantenute all'interno dei database in forma de-identificata. Il punto di partenza sono stati i dati genetici stessi acquisiti dal Center for the Study of Human Polymorphisms (Ceph), inclusi nel 1.000 Genome Project. Un tipo in particolare di dna è stato considerato, quello degli Y-Str, ovvero gli short tandem repeats del cromosoma Y (quindi solo di maschi), che sono dei marker genetici piuttosto unici per ogni persona. Ciò fa sì che questa unicità trasmessa di padre in figlio - proprio come i cognomi, precisano i ricercatori - crei una forte legame tra le Y-Str e l' albero genealogico (più precisamente il cognome).

mercoledì 9 gennaio 2013

Ecco Tyler, la WikiLeaks decentralizzata


Una WikiLeaks decentralizzata, peer-to-peer e perfettamente anonima. In cui tutte le comunicazioni sono criptate. In cui non esiste un comitato redazionale che decide cosa pubblicare e cosa cestinare. Ma anche un social network che sembra la nemesi perfetta di Facebook: niente nomi e facce reali, solo identità anonime, che però creano reti, amicizie, si scambiano file, messaggi, chat. Contenuti che nessun governo dovrebbe riuscire a conoscere, men che meno le società di advertising. Grafi sociali impermeabili da sguardi indiscreti. Tutto questo è, o meglio, vorrebbe essere Tyler, un progetto estremamente ambizioso di leaking, cioè una piattaforma che agevoli la diffusione di informazioni riservate e scottanti, proprio come WikiLeaks, ribaltandone però completamente il funzionamento.


Diciamo subito che non è facile, sia chiaro. Un po’ per ironia, un po’ per scaramanzia, Tyler – su cui lavora un gruppo di programmatori vicini ad Anonymous - è stata lanciata ufficialmente tra il 21 e il 22 dicembre, in coincidenza con la profezia taroccata dei Maya, dopo mesi di annunci che non hanno aiutato a fare chiarezza né sulla tempistica né sulla sua natura.

Wired.it è andato a dare un’occhiata da dentro per capire esattamente di che si tratta. Dal punto di vista del software, Tyler si basa su RetroShare, una piattaforma di comunicazione decentralizzata open source. Il primo passo dunque è quello di scaricare il client, e di configurarlo secondo alcune indicazioni diffuse dagli ideatori del progetto. RetroShare identifica gli amici di un utente attraverso i certificati crittografici PGP, che sono creati insieme al profilo. Ciò rende le comunicazioni criptate e sicure; nel contempo significa che per diventare amico con qualcuno bisogna scambiarsi le reciproche chiavi PGP. Il PGP ( Pretty Good Privacy) è il programma di crittografia più usato al mondo, e il più vicino a un livello di sicurezza militare, almeno secondo l’esperto di cybersecurity Bruce Schneier.

martedì 8 gennaio 2013

Keycard, accedi al Mac solo se ti avvicini con il tuo iPhone

                            

Il computer è sempre di più un centro di interessi per i propri dati, inoltre permette l’accesso a numerosi servizi e programmi in cui non vorremmo che tutti mettessero il naso. Per tale motivo quando siamo al lavoro, studiamo o siamo in un luogo pubblico, vorremmo evitare che qualcuno vada curiosare nel nostro computer quando non siamo noi ad utilizzarlo.
La cosa migliore è spegnerlo e applicare una password per l’accesso. Ma se volessimo semplicemente fare una pausa? Spegnere e riaccendere il computer ogni volta diventa fastidioso, anche perché poi bisogna riportare il tutto al punto nel cui si stava lavorando.

 
Per risolvere questo problema nel Mac App Store c’è un programma interessante. Keycard permette di associare un iPhone o un iPad attraverso il Bluetooth. Quando ci si allontana di circa 10 metri, il computer chiede di inserire un codice di quattro cifre impostato in precedenza. Se ci si avvicina con il dispositivo riconosciuto precedentemente nelle impostazioni, però, la schermata scompare per magia e tutto ritorna a funzionare.

Simulazione di un Penetration Test

Sommario

Viene presentata la simulazione di un attacco informatico, Penetration Testing, un metodo di valutare la sicurezza di un sistema o di una rete.
L’analisi viene condotta dalla posizione di un potenziale aggressore il quale attraverso più fasi individuerà una o più debolezze, tali vulnerabilità potranno essere sfruttare per compromettere il funzionamento del sistema.
Il Penetration Testing ha pertanto lo scopo di individuare vulnerabilità informatiche, rilevando il maggior numero di dettagli sulla vulnerabilità che permettono un accesso non autorizzato.

Abstract

Presents the simulation of a cyber attack, Penetration Testing, a method of evaluating the safety of a system or network.
The analysis is carried out from the position of a potential attacker, through multiple stages will identify one or more weaknesses, such vulnerability may be exploited to compromise the operation of the system.
The Penetration Testing therefore the aim of identifying computer vulnerabilities, noting many details on the vulnerabilities that allow unauthorized access.

Introduzione

La corsa agli armamenti è in atto, è quanto sostiene McAfee in un recente report, ma non per guerre materiali ma per attacchi informatici. La Sicurezza Informatica è ormai una priorità di tutti gli stati addirittura in alcuni casi maggiore della difesa missilistica, pertanto affronteremo in questo articolo una simulazione di un Penetration Test partendo dalle prime fasi di un attacco fino a fornire esempi pratici sulla metodologia applicata e i tools utilizzati.