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venerdì 14 agosto 2015

Come capire se il tuo smartphone è hackerato



In realtà, conti alla mano, acquistare, installare e gestire un software come Galileo, di Hacking Team, è una spesa ingente, e quindi da investire solo su obiettivi che hanno davvero materiale interessante da spiare. Forse meno dell’1% della popolazione. Ciò che molti non sanno, tuttavia, è che esistono altri software, low cost, che più o meno fanno le stesse cose di Galileo e gli altri strumenti a disposizione di Hacking Team, e sono spesso utilizzati per scopi più “bassi”: per esempio, smascherare tradimenti, o beccare qualche dipendente furbetto.

Ovviamente si tratta di pratiche che, se non autorizzate da un giudice, sono illegali. Il problema è che questi software sono disponibili in abbondanza e piuttosto semplici da utilizzare, quindi chiunque mosso da ragioni futili può trasformarsi in spione digitale.

Prendete, per esempio, mSpy: disponibile in versione smartphone e computer, è a tutti gli effetti un trojan. Una volta installato nel dispositivo, invia a un pannello di controllo svariati tipi d’informazioni: sms e chat di Whatsapp, registro delle chiamate, posizione gps, mail, video e molte altre ancora. mSpy è uno dei tanti, altri servizi sono addirittura in grado di registrare e inviare le conversazioni, o farle ascoltare in tempo reale, come interposta persona. Chiaro che a qualcuno, a questo punto, potrebbe venire il dubbio di essere vittima di uno di questi software. Dopotutto, se è così semplice ed economico spiare, il sospetto diventa più che lecito.

Windows 10 ha un grave bug, ed è vecchio di 14 anni



Gallina vecchia fa buon brodo, ma non altrettanto si può dire di un bug, cioè un errore di programmazione, che affligge Windows da ben 14 (quattordici) anni. E sì, affligge anche il nuovo, bello e fortunato Windows 10. Il team di ricercatori composto da Xiaoran Wang, Sergey Gorbaty, Hormazd Billimoria, Angelo Prado, Anton Rager e Jonathan Brossard ha presentato la scoperta al recente Black Hat 2015 di Las Vegas. E sembra chiaro che si tratti di una falla di sicurezza piuttosto corposa. Cerchiamo di capire perché.

Il  principale motivo è che si tratta del primo attacco reale a Spartan, il nuovo browser di Windows 10. Sfruttando questa falla di sicurezza, infatti, è possibile accedere a un computer direttamente dal web, senza nemmeno la briga di utilizzare un qualche malware. Come può succedere una cosa del genere? Tutto ha inizio nel 2001, quando si scopre un errore di progettazione del protocollo SMB (Server Message Block) sfruttato da Microsoft nel suo sistema operativo per condividere file e periferiche in una rete di computer.

domenica 10 agosto 2014

Whatsapp, trucchi per spiare conversazioni private (video)



Questa interessante notizia sicuramente solleverà molto interesse. Come al solito ci troviamo a parlare di Whatsapp, il sistema di messaggistica istantanea che più viene utilizzata dagli utenti e ci focalizzeremo principalmente sulla sua sicurezza. Proprio per questa ragione noi di Focustech ci stiamo chiedendo: possiamo fidarci di quest’applicazione?

Insomma la risposta non può che essere positiva. Ma fortunatamente gli sviluppatori si sono prestati a risolvere questi bug sulla sicurezza tanto che, accedere a conversazioni private, ora è molto più complicato rispetto ad un tempo. Ma per un esperto hacker non è una cosa impossibile. Ed ora non ci resta che andare a scoprire alcune soluzioni atte a controllare scrupolosamente i messaggi che passano attraverso il server di Whatsapp.

whatsapp

Scopriamo come ricavare il codice IMEI dei vari dispositivi basterà digitare il seguente comando *#06#. Al contrario in un dispositivo iPhone basterà andare su impostazioni > genearli > info.

giovedì 7 agosto 2014

Google privilegia i siti sicuri

Se i gestori dei siti non provassero la stessa vocazione di Google nei confronti della tutela della sicurezza dei loro utenti, Google ha pensato di incoraggiarli con la promessa di un miglior ranking, che potrà essere innalzato per i siti che adottassero il protocollo HTTPS.

A confermare quanto già prospettato dal noto Googler Matt Cutts nei mesi scorsi è un post sul blog ufficiale di Mountain View dedicato ai webmaster: "Oltre a lavorare internamente, lavoriamo anche per rendere Internet più sicura su scala più ampia - si spiega - Una grande importanza in questa iniziativa la riveste l'assicurarsi che i siti a cui le persone accedono attraverso Google siano sicuri". In un processo probabilmente accelerato dai timori rispetto alle pratiche di sorveglianza emerse con il Datagate, Google ha dimostrato la propria devozione alla cifratura delle comunicazioni, e vorrebbe che tutti coloro che popolano la Rete si mostrassero solidali.

Per persuadere i gestori dei siti ad aderire alla causa, oltre a mettere a disposizione strumenti e informazioni, Google ha pensato di premiarli: nei mesi scorsi Mountain View ha sondato il terreno con dei test, provando a introdurre l'HTTPS come parametro per gli algoritmi dedicati al ranking del suo motore di ricerca, e ha ottenuto risultati soddisfacenti, tanto da convincerla ad adottare la pratica.

Come proteggere le tue applicazione con le impronte digitali.

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La sicurezza non è mai troppa quando si tratta di proteggere il nostro smartphone e i dati al suo interno da occhi indiscreti, per questo oggi vedremo come proteggere e bloccare le apps con la nostra impronta digitale.


Grazie a FingerSecurity potremo scegliere una lista applicazioni da proteggere con la nostra impronta. L’applicazione funziona solo con gli smartphone che hanno un lettore d’impronte digitali come il Samsung Galaxy S5.

martedì 5 agosto 2014

SpiderOak

SpiderOak

SpiderOak è un servizio di storage online.

A differenza di molti altri nomi noti (uno per tutti: DropBox), SpiderOak implementa il principio della conoscenza zero (zero-knowledge) dei dati lato server, in quanto sui loro server tutte le informazioni sono registrate in modo cifrato, la chiave non è nota a SpiderOak e le password non sono salvate sui loro server. Questo fa sì che nessuno in SpiderOak può rivelare a terzi il contenuto dei dati registrati.

All’atto della creazione di un account in SpiderOak, viene generata una coppia di chiavi di cifratura protette da una password nota solamente all’utente che verranno utilizzate per cifrare il traffico da/per SpiderOak. Questa tecnologia permette di avere il massimo della privacy, ma ha due aspetti che bisogna considerare con attenzione. Il primo è che la forza delle chiavi dipende anche dalla piattaforma su cui vengono generate; l’ideale sarebbe utilizzare un Linux, o comunque un computer fidato. Il secondo aspetto è che non è possibile in alcun modo recuperare una password dimenticata: se si dimentica la password di sblocco delle chiavi (che è anche la password dell’account), i dati sono persi per sempre (o fino a quando qualcuno non riesce a decifrarli con un attacco a forza bruta).

lunedì 4 agosto 2014

BadUSB, l'attacco che non si può fermare



L'onnipresente standard USB ha un lato potenzialmente malvagio, una caratteristica che rende la quasi totalità delle periferiche compatibili con la familiare tecnologia di interconnessione potenzialmente pericolose. Una volta compromesso da tali periferiche, un PC non può più essere considerato sicuro.

BadUSB, definizione coniata dai ricercatori che hanno ideato l'attacco, sfrutta a proprio vantaggio la versatilità dei dispositivi compatibili con USB per trasformare tali dispositivi in una classe di gadget completamente diversa o con capacità malevole.

Il componente principale di BadUSB consiste nella riprogrammazione del firmware contenuto all'interno nella gran parte delle periferiche USB, un elemento quasi universale che può essere trovato sia sui dispositivi di storage (come gli HDD/SSD esterni) che su periferiche di input come mouse e tastiere.

sabato 2 agosto 2014

Tutti i nuovi metodi d'indagine hi-tech della polizia di New York

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Se oltre a essere malintenzionati fossero anche furbi, i criminali farebbero bene a tenersi alla larga da New York. A scegliere, se il loro istinto a delinquere è così inarrestabile, altre città d’Oltreoceano per compiere i loro reati. La polizia della Grande Mela, il dipartimento più grande in termini numerici di tutti gli Stati Uniti, è oggi anche il più evoluto: ha messo in piedi una macchina tecnologica complessa, articolata, per individuare i furfanti e consegnarli alla giustizia. Facendo ricorso ad ampie dosi di automatismo e, persino, scandagliando i social network a caccia di indizi e tracce utili a un’indagine.

L’ultima chicca che pare uscita direttamente dalla sceneggiatura di un film di fantascienza è una rete di microfoni e sensori sparsi tra Manhattan e dintorni, in grado di captare il suono di uno sparo e inviare la segnalazione alla centrale con corredo di coordinate precise dell’episodio, così che una pattuglia possa sapere prontamente dove intervenire. Anche se nessuno ha udito il rumore nei dintorni e dunque non ha avvisato il 911. Si tratta di un meccanismo, figlio di un investimento da oltre 1,5 milioni di dollari, che ridurrà il tasso d’impunità dei criminali, colti con le mani nel sacco (anzi, quasi, sulle pistole) quando penseranno di agire al riparo di orecchie e occhi indiscreti.

iPhone: Signal, l'app gratuita per chiamate criptate

 NewImage

Le telefonate possono essere intercettate, ormai lo sappiamo. L'unica alternativa possibile era quella di acquistare un software costoso in grado di criptare le chiamate.
Il gruppo Open Whisper Systems, esperto in software, ha annunciato l'uscita di Signal, la prima app gratutita per iOS progettata per consentire di criptare le chiamate senza problemi. Come riportato nel loro blog , "Stiamo cercando di rendere facili e gratuite le chiamate criptate, cme fossero delle normali telefonate”, racconta Moxie Marlinspike, esperto di sicurezza informatica e fondatore del gruppo noprofit. In un secondo tempo verranno integrati nel sistema dell'app anche i messaggi di testo.

L'app si basa su un codice open source da scaricare che viene controllato dagli sviluppatori (che ne garantiscono la sicurezza).

domenica 27 luglio 2014

VIDEO: QUESTI QUI GIOCANO A DOOM SU UN BANCOMAT

Sì, avete letto bene. Un team australiano si è preso il tempo di aprire e modificare un ATM (un bancomat, da noi) per giocare il classico FPS di id Software, utilizzando i controlli integrati nello strumento. Non si tratta dell’hackpiù difficile del mondo, eh: ATM come questi usano comunque Windows XP, ma farci girare un gioco richiede comunque una certa dose di abilità e conoscenze.

La sicurezza e le password quali sono i rischi che si corrono?? Ecco come dormire sonni tranquilli





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Nella vita di tutti i giorni  ognuno di noi deve confrontarsi con molteplici sistemi elettronici che contengono dati sensibili e che sono nella maggior parte dei casi  protetti da password.
Basti pensare ai nostri smartphone, tablet e Pc, che pur essendo colmi di dati personali sono sempre sotto gli occhi di tutti, a differenza dei dati online come i conto correnti i dati previdenziali, dati estremamente preziosi e molto appetibili ai malintenzionati.

Blink, il sistema wireless per osservare la propria abitazione a distanza

Blink

Con l’aumento della povertà in Italia aumenteranno anche i furti. È tristemente inevitabile e spero proprio che le forze dell’ordine abbiano la forza di fare il loro dovere. A noi comuni cittadini non resta che monitorare le nostre abitazioni, soprattutto quando siamo fuori.

A tal proposito una startup ha creato Blink. Questo accessorio è funzionale e senza fronzoli. È una webcam wireless che non ha bisogno di fili. Così la potete posizionare dove volete nella stanza, anche nascosta tra gli oggetti. Utilizzando la rete WiFi, Blink registra solo se rileva dei movimenti in un ambiente. La registrazione avviene sui server dell’azienda, senza costi aggiuntivi.

martedì 22 luglio 2014

Driveless car, per l'FBI sono le prossime armi letali





Le auto prive di pilota potrebbero essere le prossime armi letali al servizio dei criminali. L'allarme arriva da un report riservato dell'FBI finito nella mani del quotidiano inglese The Guardian e rilancia il dibattito su pro e contro di una tecnologia concepita per migliorare la sicurezza dei veicoli su strada.

Anche se per ora le varie driveless car restano dei prototipi il cui arrivo sul mercato di massa è piuttosto incerto (almeno nei tempi), l'agenzia investigativa ha analizzato i mutamenti che potrebbero richiedere nella lotta al crimine. I principali sono quelli che l'FBI include nella sezione "multitasking", con i malintenzionati liberati dal dedicare la propria attenzione alla strada, di cui si occuperà il pilota automatico.

Le forze dell'ordine, ad esempio, prospettano dunque complicazioni durante gli inseguimenti, dovendo far fronte al contempo alla fuga dell'auto e alle trappole o agli spari del fuorilegge, che rispetto ad ora avrebbe maggiore facilità nell'agire in solitaria. Senza contare il ricorso a mappe e connessione web per scovare vie di fuga poco trafficate e complicare le operazione degli agenti.

lunedì 21 luglio 2014

Personal Drone Detection System, il sistema anti-drone casalingo

Arriva l'anti-drone casalingo

Vista la diffusione dei droni era inevitabile che arrivasse anche un sistema per localizzarli. Si chiama Personal Drone Detection System (PDDS) e, come suggerisce il nome, è un oggettino personale, di uso casalingo, alla portata di tutti. Appena sbarcato su Kickstarter, il sistema si compone di tre parti, due sensori e un’unità centrale che li coordina. Una volta connesse tra loro queste tre scatolette bianche e nere con grandi antenne creano una rete che riesce a localizzare la posizione dei droni triangolando il segnale che viene dal loro trasmettitore di bordo. L’area coperta è di circa 15 metri e in caso trovi qualcosa di sospetto, il Personal Drone Detection System invia un segnale visivo o sonoro su smartphone, tablet o computer.

sabato 5 ottobre 2013

Just Crypt It, inviare un file non è mai stato così rapido e sicuro!

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Just Crypt It è un progetto ideato da quei folli ragazzi di eLearnSecurity. eLearnSecurity è conosciuta come l’azienda che ha rivoluzionato il settore della formazione in Sicurezza Informatica, con corsi di formazione al 100% pratici e laboratori virtuali su Web App e Network Security.
Il progetto nasce perchè avevano il bisogno di inviare file in modo sicuro ai nostri dipendenti dei reparti marketing e vendite sparsi per il mondo. Dire: “Installa GnuPG” al personale di tali aree è come parlare arabo. Inoltre l’invio deve essere rapido e semplice oltreché sicuro, perché anche noi hacker siamo pigri. Così hanno inventato JustCryptIt.

sabato 9 marzo 2013

Partecipa a un Cyber Attack con Symantec

                                

Symantec, in collaborazione con le principali Università, ti aspetta alla prima edizione italiana di Cyber Readiness Challenge, un’occasione di approfondimento e formazione o una vera e propria competizione in modalità capture-the flag dove premiare i migliori performer, scegli tu la modalità che preferisci:


  • Modalità Hands-on ( rivolto solo ad aziende)

segui passo passo quali possono essere le dinamiche d’intrusione e di attacco, il nostro tutor ti spiegherà le modalità


  • Modalità Challenge rivolto ad aziende e studenti)

partecipa da solo o in team (max 3) con altri concorrenti che come te vogliono provare l’emozione di superare qualunque barriera solo grazie alle proprie competenze!

martedì 26 febbraio 2013

MWC 2013| Samsung presenta KNOX!

                              

Samsung Electronics annuncia l’arrivo di Samsung KNOX.

Grazie a KNOX le aziende possono ora separare in totale sicurezza l’ambiente e le applicazioni di lavoro da quelle personali sui dispositivi mobili dei propri dipendenti.


KNOX incorpora Security Enhanced (SE) Android e servizi di gestione integrata implementati sia nell’hardware sia nella struttura Android fornendo una soluzione in grado di separare l’uso aziendale del dispositivo da quello personale. Questa separazione è rafforzata dalla combinazione di SE Android con un sistema di crittografia dei file, per una maggiore protezione dei dati e delle applicazioni aziendali dalla perdita di informazioni e dagli attacchi di virus e malware. Leggero e compatibile con le infrastrutture aziendali comunemente utilizzate, come MDM, VPN e servizi di directory, KNOX fornisce sicurezza e convenienza per i reparti IT che desiderano implementare e gestire strategie BYOD (Bring Your Own Device). Facilmente accessibile tramite un’icona nella schermata iniziale, KNOX presenta agli utenti una vasta gamma di applicazioni aziendali in un ambiente sicuro tra cui e-mail, browser, rubrica, calendari, condivisione file, collaborazione, CRM e applicazioni per il business. KNOX consente automaticamente l’integrazione aziendale delle applicazioni dell’ecosistema Android e supporta una  maggiore sicurezza senza dover portare modifiche al codice sorgente dell’applicazione. KNOX allevia gli sviluppatori di applicazioni dal peso di dover sviluppare funzioni aziendali individuali, come VPN, la cifratura sul dispositivo, Enterprise Single Sign On (SSO), supporto Active Directory e Smart Card basate su più fattori di autenticazione.

sabato 23 febbraio 2013

iBancomat, prelevare allo sportello automatico con lo sguardo



Inutile parlarne, ci sembra di riascoltare una delle tante storie sentite e risentite degli ultimi anni, il povero malcapitato che va a prelevare lo stipendio o la pensione allo sportello automatico ed un tastierino sostituito che memorizza il pin, uno specchietto messo ad hoc od una videocamera che lo spia mentre inserisce il codice segreto della propria carta bancomat e poco dopo ne viene derubato.
Un trucchetto questo che esiste da anni e che permette ai malviventi di accedere senza problemi al conto bancario della vittima.

Quante volte avete pensato di non volere che il nonno vada a prelevare la pensione al bancomat da solo?
E quante volte vi siete ritrovati a guardarvi intorno circospetti cercando in tutti i modi di coprire le vostre operzioni da sguardi indiscreti?

Da oggi, grazie al laboratorio italiano SR Labs, sarà possibile eseguire tutte le operazioni all’iBancomat semplicemente con l’ausilio dei nostri occhi.

Come?
Semplice, basterà guardare lo schermo e fissare per qualche secondo ogni singola cifra che compone il codice pin, aspettando un segnale visivo e sonoro che darà conferma dell’avvenuta scelta.

lunedì 4 febbraio 2013

ScanPlanner – Port Scanner Online che sfrutta NMAP



ScanPlanner è uno strumento online che permette di eseguire comodamente e velocemente uno Port Scanner sfruttando il famoso software NMAP. Inoltre nella versione Professional al costo di 9,95$ al mese, permette di pianificare giornalmente dei Port Scanner monitorando in una comoda interfaccia grafica la storicità dei risultati rendendo pertanto più facile individuare vulnerabilità o identificare fasce orarie in cui vengono abilitati determinati servizi.

giovedì 31 gennaio 2013

DoorBot, il videocitofono finisce nel tuo iPhone

                          

Toc toc, sapere chi è che bussa alla porta sarà facile come estrarre l’iPhone e vedere dallo schermo la persona che è all’esterno. Il videocitofono, infatti, può essere inserito all’interno dello smartphone di Apple mediante l’accessorio DoorBot. Si tratta di una webcam che funziona da citofono con tanto di apposito pulsante e speaker. Per installarlo non bisognerà effettuare lavori di impianto, perché basta fissarlo alla porta con delle viti. Quando qualcuno busserà manderà una notifica al telefono permettendo di vedere chi è con la possibilità di rispondere a voce. Per essere utilizzato DoorBot ha bisogno di quattro batterie di tipo AA.