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Visualizzazione post con etichetta Cibernetica. Mostra tutti i post
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sabato 9 febbraio 2013

Rex: Uomo Bionico con Esoscheletro Robotico [ Video ]



Rex è un Uomo Bionico artificiale di due metri di altezza, costruito con la più sofisticata tecnologia bionica e protesica dai suoi sviluppatori, Richard Walker e Matthew Godden della Shadow Robot di Londra, UK.

Rex è l'abbreviazione di Esoscheletro Robotico, ed è stato creato per un documentario del canale britannico BBC 4 intitolato "Come costruire un uomo Bionico", é costato circa 1 milione di dollari USA.

Rex é esposto fino all'11 Marzo al Museo della Scienza di Londra, e successivamente al museo Smithsonian a Washington.

Tutti gli arti artificiali, gli organi e le altre parti necessarie per la creazione di Rex sono state prestate da 18 aziende e università, la testa di Rex è modellata a immagine e somiglianza di Bertolt Meyer, uno psicologo svizzero, che ha una mano bionica.

lunedì 7 gennaio 2013

Roboy, robot tutto-tendini

 La crescente schiera di robot quasi-umani si dovrebbe presto arricchire con Roboy, progetto di robo-assistente nato presso il Laboratorio di Intelligenza Artificiale dell'Università di Zurigo. Ambiziosi gli obiettivi dei ricercatori svizzeri, impegnati a sviluppare nuove tecnologie capaci di migliorare la robotica nel suo complesso.

Atteso al debutto entro marzo 2013, Roboy è un robot alto 1,20 metri con i "tratti somatici" vagamente rassomiglianti un bambino, ma con la caratteristica ancora più peculiare di essere stato sviluppato a partire da una tecnologia motoria controllata tramite tendini.

I tendini artificiali a cui hanno lavorato gli scienziati svizzeri avrebbero la capacità di replicare i movimenti di un corpo umano, funzionando nella stessa maniera in cui i tendini organici connettono ossa e muscoli naturali nei vertebrati.



sabato 22 dicembre 2012

Alla guida di un robottone vero

Esiste o non esiste? Esiste. Kuratas, il robottone della  Suidobashi Heavy Industry che tanto scalpore ha suscitato  questa estate ha accolto i visitatori del  Maker Faire Tokyo 2012: alto quasi 4 metri, questo  mecha con cabina di pilotaggio realizzato dall’artista giapponese Kogoro Kurata, pur con qualche problema tecnico (che evito di citare nel dettaglio per evitare di stimolare ulteriormente  la fantasia dei cacciatori di bufale) non ha mancato di lasciare tutti a bocca a aperta...



Kogoro è un maker diventato famoso negli anni per creazioni come  la Fiat 500 cingolata, la replica  in scala 1:1 di un  Votoms o per gli interni post apocalittici della pizzeria di culto  Seirinkan a NakaMeguro (al centro di Tokyo). Il robot che ha creato è un mix di tecnologia digitale e analogica (alla fine è sempre un artigiano specializzato nella lavorazione del ferro). Spinto da un motore diesel che gli permette di avanzare a circa 10 Km/h si muove grazie a 30 giunture gestite tramite il software di controllo AE V-sido, sviluppato da Wataru Yoshizaki. È già da alcuni anni che Yoshizaki lavora a questo programma che fra le altre cose permette di pilotare i mecha utilizzando un Kinect della Microsoft. Fino ad ora l'utilizzo era limitato ai piccoli umanoidi  stile  Robo One, ma grazie al Kuratas questo programmatore ha finalmente potuto coronare il suo sogno di sviluppare il cervello di un  vero robot.


lunedì 3 dicembre 2012

Mani Bioniche: Bebionic V3 - la migliore protesi al mondo

                            
 
La Bionica é la scienza interdisciplinare che applica teorie e tecniche biologiche, fisiche e matematiche per creare macchine artificiali in grado di svolgere compiti in maniera similare ad un sistema biologico.

Gli Arti Bionici sono forse la massima espressione della Tecnologia Bionica applicata nelle protesi umane, e Bebionic é l'azienda leder mondiale nel campo delle mani bioniche a comando mioelettrico.


Nel video sotto puoi vedere cosa é in grado di fare la piú moderna mano Bebionic versione 3, una mano mioelettrica, controllata dal movimento e dall'attività elettrica di due muscoli del braccio amputato.

martedì 27 novembre 2012

Robot sempre più intelligenti – Video



I ricercatori della Disney Research di Pittsburg stanno escogitando delle soluzioni per migliorare l’interazione tra i visitatori dei vari parchi a tema e gli animatronics al centro di diverse attrazioni.

In alcuni video che stanno facendo il giro della rete si vede come alcuni programmatori abbiano modificato degli androidi: in questi robot sono state inserite delle videocamere 3D che riprendono il lancio di una palla.

Nel contempo un altro programmatore invia informazioni al robot per insegnargli a catturare la sfera che viene lanciata da alcune persone e a migliorare la tempistica di rilancio.

giovedì 1 novembre 2012

Zac - il primo uomo con una gamba bionica controllata dal pensiero



Il suo nome è Zac Vawter, ha 31 anni ed è americano di Yelm, (Stato di Washington). È un uomo speciale perché cercherà di dare una mano alla scienza utilizzando un suo handicap: Zac avrà una vera gamba bionica, controllata dai suoi pensieri, realizzata dai ricercatori del Rehabilitation Institute di Chicago. L'uomo ha perso la gamba destra in un incidente d'auto e per testare il nuovo arto bionico domenica prossima, tenterà di salire i 103 piani della Willis Tower, nella città dell'Illinois, uno dei grattacieli più alti del mondo, sperando di arrivare in cima in circa un'ora.

mercoledì 31 ottobre 2012

Face: il primo robot che si emoziona



Un robot in grado di emozionarsi e interagire con gli esseri umani: si chiama Face (acronimo di Facial Automaton for Conveying Emotions, è un androide 'femmina costruito in Italia e sarà in scena il 3 novembre al Festival della Scienza di Genova. Capace di riprodurre emozioni facciali, Face è stato costruito dal Centro di ricerca Piaggio, dell'università di Pisa, e sa interagire in modo empatico con gli esseri umani usando la comunicazione non verbale, fatta di espressioni e sguardi.

mercoledì 17 ottobre 2012

L'esoscheletro robotico della Nasa


Potrà anche non volare né sparare missili (almeno per il momento), ma resta pur sempre un passo in avanti verso l'armatura del miliardario-playboy Tony Stark,  alias Iron Man. È l' esoscheletro robotico X1, un progetto sperimentale portato avanti dalla Nasa, dal Florida Institute for Human and Machine Cognition e dagli ingegneri dell' Oceaneering Space Systems di Houston (Texas), che promette di aiutare gli astronauti a mantenersi in forma ma anche – un giorno – di far camminare chi oggi non può, come i paraplegici.

martedì 25 settembre 2012

Nuovo Robot Industriale con espressioni umane


Le innovazioni non arrivano mai per caso, infatti dietro la creazione di BAXTER, un nuovo e innovativo Robot Industriale, c'é Rodney Brooks un vero pioniere nel mondo della robotica, negli anni '80 e '90 professore al MIT, poi insieme a due dei suoi studenti co-fondatore di iRobot, che ha introdotto i Robot in nuovi settori di lavoro, tra questi anche una vasta gamma di robot domestici come il noto Roomba, un aspirapolvere domestico che ha venduto più di otto milioni di pezzi nel mondo.

Proprio come un lavoratore umano, BAXTER può apprendere in pochi minuti come riconoscere un nuovo oggetto o eseguire un nuovo compito, per insegnare a BAXTER come riconoscere qualcosa, basta tenere l'oggetto di fronte a una delle sue varie telecamere posizionate sulla testa, nel petto, e alla estremità di ogni braccio.

giovedì 23 agosto 2012

Cibernetica: un robot sorprendente

Questo bebè avrebbe fatto scappare una lacrimuccia persino al compassato Isaac Asimov.  E’ il robot più sorprendente dopo il protagonista di A.I. Intelligenza artificiale di Steven Spielberg, solo che David era un ragazzo-attore (Haley Joel Osment), mentre quello creato nell’Asada Laboratory del Department of Adaptive Machine Systems dell’Università giapponese di  Osaka sembra un bambino in carne e ossa.


Il video, sia pur breve, è inquietante. Il robot-bebè ha circa due anni. Agita i suoi occhioni e le mani. La parte superiore del corpo ha una ventina di congegni pneumatici che fanno muovere braccia, collo e colonna vertebrale. Altri dodici meccanismi permettono alla testa di ruotare. Il robot pesa tre chili.

martedì 24 luglio 2012

Un magnate russo ci renderà immortali entro il 2045

All'inizio del 2012 Itskov sembrava prenderci tutti in giro dopo aver annunciato di voler assemblare la mente umana in un ologramma entro il 2045. Il magnate dei media russi aveva delineato un progetto per rimuovere i limiti fisici della mente umana installandola, dopo la morte, in un avatar autonomo e cosciente. Scopriamo che la pazza idea negli ultimi mesi è andata avanti, incontrando anche il parere favorevole di 30 scienziati, pronti a rendere il cervello umano immortale. In una lettera ai membri della World's Billionaire's List di Forbes, Itskov ha offerto l’immortalità alle 1.266 persone più ricche del pianeta.


 “Molti di voi hanno ottenuto il successo grazie alle vostre idee, sostenendo la scienza, le arti e opere di beneficienza. Vi esorto a prendere atto dell’importanza del finanziare lo sviluppo scientifico nel campo dell’immortalità cibernetica e del mondo artificiale - recita parte del messaggio - tale ricerca ha il potenziale per liberarvi dalla malattia, la vecchiaia e perfino la morte”. Il nome del progetto è “2045 Initiative” perché è entro quella data che il lungimirante magnate e il suo team prevedono di poter consegnare la mente all’avatar che ci rappresenterà oltre la morte. Dopo aver aperto un ufficio a San Francisco per l’estate, il progetto lancerà la sfida anche sui social media per cercare di coinvolgere altri esponenti del mondo scientifico.

martedì 12 giugno 2012

Le frontiere della robotica

I ricercatori della University of Pennsylvania hanno sviluppato un sistema che permette a piccole unità robotiche di volare mantenendo una formazione di volo estremamente precisa e, diciamolo, inquietante.
I robot, si sa, sono da sempre oggetti di fascinazione sia per gli aspetti tecnici che per quelli immaginifici. Come non ricordare gli innumerevoli libri e film in cui il robot assurge a ruolo centrale della storia. Se poi il ruolo è inquietante, di ribellione alle direttive umane, tanto meglio, come Blade Runner e Terminator insegnano.
Quindi non stupisce come osservare uno sciame (o meglio una squadriglia) di robot in assetto minaccioso sia più coinvolgente che guardare un robot umanoide in atteggiamenti da maggiordomo.


 Tornando alla notizia di cui sopra, la componentistica necessaria per assemblare robot volanti di tale complessità vede una componente prettamente meccanica ed una di controllo.

Le parti meccaniche dei robot sono state sviluppati dalla KMel Robotics mentre il sistema di controllo viene da un team di ricercatori del laboratorio "General Robotics, Automation, Sensing, and Perception" della University of Pennsylvania.
vedi il video



Nel frattempo altri team di ricercatori si sbizzarriscono nel processo di sviluppo di robot con sembianze - o più spesso azioni mutuate da - animali per i più diversi scopi. Fra i tanti esempi abbiamo robot a forma di pesce o di serpente (a scopo ambientale, sorveglianza o soccorso) ad i piccoli robot ispirati alle api.

Le robo-api hanno obiettivi ambiziosi:

  • impollinazione
  • ricerca e soccorso (come strumento di monitoraggio dopo disastri naturali)
  • esplorazione di ambienti pericolosi e/o difficili da raggiungere.
  • sorveglianza militare
  • mappaggio meteorologico e climatico ad alta risoluzione
  • monitoraggio del traffico

Il bello è che non si tratta di progetti ambiziosi orientati ad un lontano futuro, ma sono in fase avanzata di sviluppo o di collaudo.


L'immagine sopra mostra un dettaglio della parte progettuale di una roboape, i cui primi voli risalgono al 2007, ed il cui progetto è largamente basato sugli sforzi del laboratorio di microrobotica, coordinato dal Robert Wood, ad Harvard
Viene da se che la parte più complessa è quella "neurale" per il controllo dei diversi sensori di cui il robo-insetto è dotato.
Non basta. Il progetto è ancora più ambizioso. L'obiettivo finale è quello di emulare il comportamento sofisticato dei veri insetti attraverso l'interazione a scopo comunicativo fra le diverse macchine volanti. Tutto questo mediante l'utilizzo di algoritmi specificamente creati.
Per un tale lavoro ci vogliono le menti migliori e fondi idonei. Non illimitati. Semplicemente disponibili, meritocratici ed ovviamente privati.

Il posto in cui questo progetto sta divenendo realtà è la Harvard’s School of Engineering and Applied Sciences (nel ruolo di coordinatore) in collaborazione con il Department of Organismic and Evolutionary Biology Harvard, la Northeastern University, la Centeye (azienda di microelettronica a Washington, D.C. specializzata in sensori) e per finire ricercatori del Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering (già il nome è una garanzia ...).
 link del laboratorio qui.

                            


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