Uno dei problemi principali per la portabilità dei dispositivi elettronici (smartphone, tablet, etc.) è la durata della batteria. Si ha perciò l’esigenza di ottenere batterie che garantiscano sia tempi di durata maggiori che tempi di ricarica minori.
In questa direzione si muovono le linee di ricerca di molte università ed enti. Tra queste ci sono anche due realtà del nostro paese. Infatti sia il Distretto Veneto delle Nanotecnologie “Veneto Nanotech” (nato nove anni fa dal lavoro congiunto degli atenei di Padova, Venezia e Verona, della Regione Veneto, del Ministero della Ricerca, di istituzioni pubbliche e di aziende private) in collaborazione con un’università giapponese che il gruppo di ricerca costituito da Istituto ISM-CNR (dr. C. Bellitto), Università Sapienza di Roma (Prof. M. Pasquali) ed ENEA-Casaccia (dr. P.P. Prosini) stanno lavorando al miglioramento delle prestazioni delle batterie. Principalmente per quanto rigurada la telefonia ma anche per usi domestici o civili (auto elettriche).
Entrambe le linee di ricerca si muovono verso la scoperta e la sperimentazione di nuovi nano materiali. Il filone veneto-nipponico sta portando avanti studi sul cosiddetto “coating” (utilizzo di rivestimenti nano-strutturati). Mentre il gruppo di ricerca capitolino è orientato verso le batterie litio-ione che nascono dalla sintesi del LiFePO4 (litio ferro fosfato) che promette ottime prestazioni come catodo.
In ogni modo le energie dei ricercatori sono volte a trovare soluzioni per aumentare la durata della batterie. I risultati sono già buoni ma le prospettive sono ancora migliori. Si parla di batterie che potranno ricaricarsi in 10 secondi e che potrebbero durare fino a tre mesi!

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