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giovedì 9 agosto 2012

Come intercettare i “distratti” davanti alla TV


Svariate ricerche ci dicono che sempre più i telespettatori tendono ad utilizzare altri strumenti mentre guardano, sul loro divano di casa, le trasmissioni TV. Tali strumenti sono principalmente smartphone e tablet, ma anche laptop.

Cosa ci fanno, come impiegano tali device? Principalmente in due modi:
1. per commentare/condividere ciò che vedono in TV, utilizzando social network quali twitter, facebook, friendfeed (i più geek).
2. Per fare altro (leggere/inviare mail, andare su Facebook, etc.) nei momenti meno interessanti, ad esempio durante gli sport pubblicitari.

E’ stato inoltre rilevato, e la cosa può apparire ovvia, che l’efficacia del messaggio pubblicitario è in calo e che cresce invece il livello di engagement dello spettatore, portando alla necessità di sviluppare nuove strategie di marketing intorno alla televisione.



Un approccio interessante, che negli USA si sta sviluppando con decisione, è quello di creare un’esperienza parallela, sincronizzata, ed integrata alla visione del programma TV: la così detta “Second Screen Experience”, che sfrutti i device esistenti (smartphone, ipad, etc.) per fornire al telespettatore contenuti e funzionalità arricchenti della sua esperienza televisiva, intercettando così la sua “distrazione” e sfruttando la sua multicanalità.

Un esempio interessante di tale approccio lo fornisce RedBull, come sempre all’avanguardia nello sfruttamento delle nuove tecnologie. Utilizzando come piattaforma software Shazam, ha realizzato un’applicazione che permetteva ai telespettatori di una gara di snowboard (il “Red Bull Supernatural”, trasmesso da NBC) di vedere, tramite il loro smartphone, le stesse discese viste in TV dal punto di vista dello snowboarder. Il tutto in sincrono, come descritto in questo bel video.

In conclusione, quindi, partendo dalla constatazione che l’atteggiamento del pubblico di fronte allo schermo TV sta cambiando, è necessario adattare l’approccio nei suoi confronti creando esperienze parallele per sfruttare a vantaggio dei brand questa tendenza a “distrarsi” ed a ricercare comunque engagement. Le nuove tecnologie possono aiutare a sviluppare nuovi modelli efficaci di comunicazione digitale.


Fonte: Innovationcloud

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